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Natura Morta

Disponibilità: Disponibile

550,00 €

Breve descrizione

Epoca 1942
Titolo Natura morta
Autore Poli Vivaldo (Pittore di Novellara 1914 - 1982)
Tecnica Acquerello su carta misto ad olio e pastello
Note La base è stata ottenuta da carta copiativa (ovvero carta carbo ne) di color blue elettrico-viola e successivamente rimarcata col pastello violaceo il cui originale a matita, venne poi strappato dall’autore
Dimensioni Il soggetto misura mm 14,5 x 25,1 e viene presentato con passe-par-tout beige a carpetta di mm 400 x 300
Dettagli Vedere nella scheda di certificazione di autenticità ed originalità del soggetto includente la scheda biografica dell’autore - PDF

Allegato

View FileNatura Morta    Size: (1.19 MB) Vedere nella scheda di certificazione di autenticità ed originalità del soggetto includente la scheda biografica dell’autore - PDF

Si tratta di una tecnica mista fra pastello ed olio su carta eseguita nel 1942 con tonalità monocroma violacea in cui si denota una netta similitudine con le nature morte di Giorgio Morandi e dell’allievo Ferdinando Tugnoli conosciuti entrambi a Bologna quand’era solito andarvici in bicicletta o lambretta accompagnato da amici.  Colpito dal grande estro del maestro bolognese, Vivaldo Poli pensò di renderne omaggio con alcuni acquerelli imitandone la disposizione delle bottiglie con caffettiere e ciotole che, composti sul piano di un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena; un esempio magistrale di ottima riuscita tipico di tanti pittori degli anni Quaranta alla ricerca, naturalmente, di un proprio segno e stile pittorico da portare avanti nel tempo.
L’imitazione nasce nel lontano dei tempi e molti pittori cinquecentisti e settecentisti lo facevano senza togliere nulla al talento ed alla creatività; un percorso che rientra nella normalità di ogni artista.
 
BREVE BIOGRAFIA - Vivaldo Poli nasce a Novellara nel 1914 e viene tuttora considerato uno dei maggiori artisti reggiani del dopoguerra ed uomo di grande cultura.  Durante la Seconda Guerra Mondiale, come sopraccitato, fu dapprima militare sulle coste della Dalmazia, dove produsse una notevole quantità di pregevoli disegni, poi venne internato in un campo di concentramento tedesco; anni in cui la sua produzione ebbe un forte rallentamento.
Molti soggetti eseguiti al confino non portano nemmeno la firma per esteso e in alcuni di essi l’artista era solito apporre un monogramma poiché il timore che gli venissero sottratti e che naturalmente fossero oggetto di contestazione era spesso incombente, cosicché li firmava al suo rientro in Italia.
Sino al 1950  ed in diversi periodi Vivaldo Poli ricalcava spesso il nudo femminile ma sempre con molta sobrietà e mai con volgarità; durante il periodo del confino a Dubrovnik egli stesso avrebbe voluto dipingere tematiche belliche nelle quali il dolore e la sofferenza sarebbero stati i dettami più attuali ma era difficile poter reperire la juta per costruire tele e così cercò di rappresentare nudi o ritratti su carta, molto più facili da trasportare in valigia poiché poco ingombranti.
Nel 1945 vinse il primo premio di un concorso indetto dall’ANPI di Reggio Emilia con un quadro d’ispirazione espressionista e nel 1948 partecipò alla Biennale di Venezia con un nudo femminile figurativo, due anni dopo presenzierà con un quadro astratto.
Negli stessi anni aderisce al MAC, ovvero al Movimento Arte Concreta, fondato a Milano nel 1948 da Dorfles, Munari e Soldati.
All’inizio degli Anni Cinquanta la sua pittura volse decisamente verso l’astrattismo e lo vedremo nel 1951 esporre alla Quadriennale di Roma ed alla Mostra di Artisti Contemporanei di Berna, unico italiano invitato in una collettiva di grandi pittori europei come Kandinskij, Mirò, Chagall, ma improvvisamente, dopo questo periodo solare, si ritira nel suo studio all’interno della Rocca di Novellara, impegnato in una lunga ed inquieta ricerca, sempre sordo alle lusinghe dei mercanti e critici interessati; l’anno dopo il Comune di Reggio Emilia gli dedicherà un’antologica.
A Novellara, oltre alle numerose opere di proprietà di parenti, amici, conoscenti ed alcune comunali, rimangono a testimonianza del suo percorso artistico le opere della collezione Arrigo Negri, amico di Vivaldo sin da ragazzo, donate nel 1995 dalla scomparsa professoressa Giuseppina Negri al Comune.
Si tratta di una serie di acquerelli, tempere e tele che appartengono ad un periodo compreso fra il 1930 ed il 1960; detta collezione, collocata in una delle sale del Museo Gonzaga, sarà nuovamente rivisitabile al termine dei lavori di ristrutturazione del Museo e dell’ala nord del castello.
A memoria di Questo artista, che ha vissuto gli ultimi anni lontano dalle cronache mondane, il Comune di  Novellara gli ha voluto intitolare un parco pubblico ed una via. Morirà nella cittadina natale il 7 giugno del 1982.
Autore Poli Vivaldo (Pittore di Novellara 1914 - 1982)
Dimensioni Il soggetto misura mm 14,5 x 25,1 e viene presentato con passe-par-tout beige a carpetta di mm 400 x 300
Epoca 1942
Tecnica Acquerello su carta misto ad olio e pastello

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