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Lopud - Paesaggio della costa dalmata vicino a Dubrovnik

Disponibilità: Disponibile

2.500,00 €

Breve descrizione

Epoca 1942 (1943)
Titolo Lopud - Paesaggio della costa dalmata vicino a Dubrovnik
Autore Poli Vivaldo (Pittore di Novellara 1914 - 1982)
Tecnica Dipinto ad olio su tela
Dimensioni Il dipinto misura cm 50 x 60 e viene presentato con la sua cornice preesistente costruita nel 1972 da un artigiano corniciaio di Reggio Emilia
Conservazione

Dettagli In ottimo stato

Vedere nella scheda di certificazione di autenticità ed originalità del dipinto includente la biografia dell’autore - PDF
Note Il dipinto nel 2009 è stato pulito da un’abilissima restauratrice di Reggio Emilia poiché presentava sedimenti di sporcizia che lo aveva ingiallito notevolmente. Nella foto di sinistra è visibile l’ingiallimento preesistente. Nella foto di destra purtroppo il vetro ha creato un riflesso che deturpa l’immagine il cui consiglio sarebbe quello di toglierlo

Allegato

View FileLopud - Paesaggio della costa dalmata vicino a Dubrovnik    Size: (234.79 KB) Vedere nella scheda di certificazione di autenticità ed originalità del dipinto includente la biografia dell’autore - PDF

LOPUD - PAESAGGIO DELLA COSTA DALMATA VICINO A DUBROVNIK

Dipinto del 1942 - 1943  Vivaldo Poli: Reggio Emilia 1914 - Novellara 1982

Il dipinto misura cm. 50 x 60                                                        

Questo dipinto ad olio su tela fu eseguito fra il 1942 ed il 1943 quando l’autore novellarese, ventinovenne, si trovava confinato a Dubrovnik nella ex-Jugoslavia (ora Croazia) ma pur essendo stato terminato nel 1943 l’autore preferì datarlo 1942 poiché quel periodo di confino avrebbe voluto cancellarlo dalla mente per i soprusi, le prepotenze e le ingiurie subite.  Reperire in quel periodo colori con i quali dipingere tele era piuttosto difficile ma ciò nonostante Vivaldo Poli riusciva di tanto in tanto a creare tematiche tipicamente paesaggistiche su tela in cui era facile intuire la desolazione e l’assenza di figure, dove a parlare era spesso la natura come in questo caso il mare con le collinette della piccolissima isola di Lopud alte poco più di 200 metri. Codesta isoletta fa parte del gruppo delle Elafiti e dista una quindicina di chilometri da Dubrovnik non lontano da Giuppana e Calamotta. L’ottimo lavoro eseguito dalla restauratrice reggiana E.G. gli ha ridato quella freschezza del 1943 poiché negli anni i sedimenti stratificatisi avevano reso il dipinto molto cupo.
Il dipinto fu acquistato dallo scrivente il 9 Gennaio 2009, un mese prima dell’inaugurazione della mostra di Vivaldo Poli tenutasi a Reggio Emilia presso Palazzo Magnani, anche se i presupposti per l’acquisto esistevano già verso il 2002 ma allora quella collezionista non poté vendere alcunché  poiché appartenenti al padre.

BREVE BIOGRAFIA DI  VIVALDO POLI

Vivaldo Poli nasce a Novellara nel 1914 e viene tuttora considerato uno dei maggiori artisti reggiani del dopoguerra ed uomo di grande cultura.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, come sopraccitato, fu dapprima militare sulle coste della Dalmazia, dove produsse una notevole quantità di pregevoli disegni, poi venne internato in un campo di concentramento tedesco; anni in cui la sua produzione ebbe un forte rallentamento.

Molti soggetti eseguiti al confino non portano nemmeno la firma per esteso e in alcuni di essi l’artista era solito apporre un monogramma poiché il timore che gli venissero sottratti e che naturalmente fossero oggetto di contestazione era spesso incombente, cosicché li firmava al suo rientro in Italia.

Sino al 1950  ed in diversi periodi Vivaldo Poli ricalcava spesso il nudo femminile ma sempre con molta sobrietà e mai con volgarità; durante il periodo del confino a Dubrovnik egli stesso avrebbe voluto dipingere tematiche belliche nelle quali il dolore e la sofferenza sarebbero stati i dettami più attuali ma era difficile poter reperire la juta per costruire tele e così cercò di rappresentare nudi o ritratti su carta, molto più facili da trasportare in valigia poiché poco ingombranti.

Nel 1945 vinse il primo premio di un concorso indetto dall’ANPI di Reggio Emilia con un quadro d’ispirazione espressionista e nel 1948 partecipò alla Biennale di Venezia con un nudo femminile figurativo, due anni dopo presenzierà con un quadro astratto.

Negli stessi anni aderisce al MAC, ovvero al Movimento Arte Concreta, fondato a Milano nel 1948 da Dorfles, Munari e Soldati.

All’inizio degli Anni Cinquanta la sua pittura volse decisamente verso l’astrattismo e lo vedremo nel 1951 esporre alla Quadriennale di Roma ed alla Mostra di Artisti Contemporanei di Berna, unico italiano invitato in una collettiva di grandi pittori europei come Kandinskij, Mirò, Chagall, ma improvvisamente, dopo questo periodo solare, si ritira nel suo studio all’interno della Rocca di Novellara, impegnato in una lunga ed inquieta ricerca, sempre sordo alle lusinghe dei mercanti e critici interessati; l’anno dopo il Comune di Reggio Emilia gli dedicherà un’antologica.

A Novellara, oltre alle numerose opere di proprietà di parenti, amici, conoscenti ed alcune comunali, rimangono a testimonianza del suo percorso artistico le opere della collezione Arrigo Negri, amico di Vivaldo sin da ragazzo, donate nel 1995 dalla scomparsa professoressa Giuseppina Negri al Comune.

Si tratta di una serie di acquerelli, tempere e tele che appartengono ad un periodo compreso fra il 1930 ed il 1960; detta collezione, collocata in una delle sale del Museo Gonzaga, sarà nuovamente rivisitabile al termine dei lavori di ristrutturazione del Museo e dell’ala nord del castello.

A memoria di Questo artista, che ha vissuto gli ultimi anni lontano dalle cronache mondane, il Comune di  Novellara gli ha voluto intitolare un parco pubblico ed una via. Morirà nella cittadina natale il 7 Giugno del 1982.

Autore Poli Vivaldo (Pittore di Novellara 1914 - 1982)
Conservazione In ottimo stato
Dimensioni Il dipinto misura cm 50 x 60 e viene presentato con la sua cornice preesistente costruita nel 1972 da un artigiano corniciaio di Reggio Emilia
Epoca 1942 (1943)
Tecnica Dipinto ad olio su tela

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