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REGISTRAZIONE
LA DIVINA COMMEDIA - All’Insegna dell’Ancora 1817
Divina Commedia, poema di Dante Alighieri scritto in terzine incatenate di endecasillabi in lingua volgare fiorentina, è decisamente il capolavoro della letteratura universale di tutti i tempi; l’opera più conosciuta e studiata in tutto il mondo. Conta complessivamente 14.233 versi la cui lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160. Il poema, composto secondo la critica tra il 1304 ed il 1321, è comunque l’opera più celebre di Dante nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale; è diviso in tre parti, chiamate cantiche ovvero l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso ognuna delle quali composta da 33 canti (tranne l’Inferno, che contiene un ulteriore canto proemiale).Codesta elegante edizione è arricchita da 125 bellissime tavole all’acquaforte di gusto neoclassico disegnate da Luigi Ademollo e Francesco Nenci ed incise in rame da Giovanni Massetti, Giovanni Lapi, Innocenzo Migliavacca, Giovanni Paolo Lasinio, figlio del celeberrimo Carlo. I volumi sono molto ricercati in Veneto ed in Toscana ed è in quest’ultima regione che la famiglia trevigiana dei Lasinio dovette trasferirsi, ma tuttavia il collezionismo di questi incisori è rimasto nella città veneta.
Edita In Firenze nella Tipografia All’Insegna dell’Ancora nel 1817 consta di tre volumi: nel 1° volume (l’Inferno) c’è il frontespizio col ritratto di Dante di pagine 208 con ampia dedica ad Antonio Canova includente 44 incisioni all’acquaforte, nel 2° volume (il Purgatorio) c’è il solito frontespizio col ritratto di Dante di pagine. 210 con 40 incisioni all’acquaforte e nel 3° volume (il Paradiso) ovviamente il ritratto di Dante Alighieri con 206 pagine e 41 incisioni all’acquaforte.
I volumi si presentano in discrete condizioni con gore di scarsa rilevanza, tutte le incisioni sono in inchiostrate in maniera omogenea, all’interno della battuta di rame le incisioni possono considerarsi complessivamente di lodevole ammirazione.
Il pregevole giudizio del bibliografo francese Paul Colomb De Batines (Gap 1811 - Firenze 1855) a proposito dell’edizione tipografica in oggetto ovvero quella All’insegna dell’Ancora del 1817 fu questo: “Si tratta veramente di un’opera magnifica per la bellezza, per la splendidezza del lavoro tipografico e per l’eccellenza dei disegni che contiene”
Osservazione personale
L’interesse verso l’acquisto di lussuose edizioni de LA DIVINA COMMEDIA in questi ultimi anni è aumentato notevolmente e tutto ciò lo si deve anche al popolare attore comico, regista e sceneggiatore Roberto Benigni che si è impegnato come lettore, interpretando a memoria e commentando l’opera dantesca ricevendo consensi di vasto pubblico e critica in Italia ed in Inghilterra, ma è d’obbligo citare pure i compianti precursori Vittorio Gassman (attore e regista) e Carmelo Bene (attore e drammaturgo).
| Autore | Dante Alighieri |
|---|---|
| Editore | In Firenze nella Tipografia All’Insegna dell’Ancora - Volumi in folio |
| Tecnica | Incisioni all’acquaforte |
| Incisore | Giovanni Massetti, Giovanni Lapi, Innocenzo Migliavacca, Giovanni Paolo Lasinio, Carlo Lasinio |
| Disegnatore | Luigi Ademollo e Francesco Nenci |
| Conservazione | Discreta |
| Dimensioni | Dimensioni Le copertine misurano mm 500 x 340 - Le pagine mm 490 x 325 - Lo spessore di ogni volume è di mm 43 |
| Epoca | 1817 |
